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Essere europei: tanto fumetto e tanto arrosto

Essere europei: tanto fumetto e tanto arrosto
Scritto da  Comicom    Tags:  Alde, Bruno Bozzetto, Bruxelles, cittadinanza attiva, didattica, educazione, Eu Hostel, Europa, European Bookshop, Filippo Lo Iacono, fumetti, I Difensori d'Europa, illustrazione, Internazionale, Lucca Comics and Games 2011, Mamma!, Marvel Italia, NOX, satira politica, storytelling, UE, Unione europea    Pubblicato il 15 novembre 2011 in home, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Vignetta in head di Filippo Lo Iacono, Mamma!, Febbraio/marzo 2011

Sono tempi in cui le dinamiche economiche e politiche dell’Europa incidono fortemente nella realtà quotidiana dell’Italia e degli italiani.

Ma come si rappresenta l’Unione Europea attraverso i linguaggi del fumetto e dell’illustrazione? È interessante capire come una struttura sovrastante agli stati nazionali costruisca la propria immagine attraverso la partecipazione dei propri cittadini, il ridisegno di quella che è anche una suggestione culturale.

Il fumetto ha lo scopo di aggiungere empatia e chiarezza davanti a un’istituzione la cui struttura e le cui finalità non sono scontate. L’Europa dei mercati è in netta contrapposizione con la cultura dell’Europa come identità condivisa e creativa.

Non stupisce dunque che siano frequenti i bandi europei e i concorsi che utilizzano il fumetto come modo più immediato e per certi versi multilingue per riflettere e rielaborare il concetto di Europa, per rilanciare la discussione e sondarne la percezione – non ultimi Eurocartoon (disegnare la cittadinanza europea) o quest’anno Una vignetta per l’Europa, con premio alla migliore vignetta satirica durante il Festival di Internazionale di cui questo bell’incontro (ospite uno spassosissimo Sergio Staino, ascoltate gli aneddoti che racconta!).

httpv://www.youtube.com/watch?v=J1BTu5Tg2Mg&feature=player_embedded

Quando è l’Unione Europea che produce fumetti e narrazioni illustrate su se stessa i risultati sono forse meno innovativi e freschi dal punto di vista del contenuto e dell’autorialità: come nel caso del crossmediale Eu Hostel, che desta qualche perplessità. Ci sono altri casi positivi come Disastro Nascosto, scaricabile in pdf anche in italiano gratuitamente qui dall’European Bookshop come molti altri materiali, oltre che le diverse pubblicazioni illustrate e a fumetti sul funzionamento dell’Europa nella sezione didattica (qui i materiali divisi per fascia d’età di riferimento).

Ormai comunque è assodato che i fumetti sono un ottimo ed efficace strumento di comunicazione e coinvolgimento anche per un’istituzione complessa come quella dell’Unione Europea, soprattutto se rispondono ad una buona strategia di storytelling: la narrazione di una storia e l’interiorizzazione dei punti di vista da parte del lettore umanizzano meccanismi e burocrazie che possono ostacolare la percezione di cittadinanza attiva.

Anche i partiti politici europei utilizzano il fumetto per entrare in contatto con gli elettori: è il caso dell’Alde (Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa) che fictionalizza il proprio operato attraverso Operation Red Dragon.

In Italia la visione della produzione fumettistica sull’Europa come elemento tematico è piuttosto sorprendente, con un bizzarro filo rosso (super)eroistico: dalla miniserie Europa della Marvel Italia, a NOX, la Squadra Speciale Europa contro il terrorismo, fino a I Difensori d’Europa di Fabrizio De Fabritiis, presentato all’ultimo Lucca Comics and Games, l’Europa sembra essere vista dagli autori di casa nostra come una terra che ha bisogno di eroi. La capitale europea del fumetto e della politica è sempre Bruxelles?

Le conclusioni sul complicato rapporto tra il tricolore e l’UE sono già state tratte da Bruno Bozzetto nel celebre cortometraggio Europa vs Italia…

httpv://www.youtube.com/watch?v=XkInkNMpI1Q

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Armati di fumetti contro 120 miliardi di evasione fiscale all’anno

Armati di fumetti contro 120 miliardi di evasione fiscale all’anno
Scritto da  Comicom    Tags:  animazione, character, educazione civica, evasione fiscale, finanza, Finzy, fumetti, Governo, Guardia di Finanza, Italia, Ministero della Pubblica Istruzione, Pag e Tax, Report, Stato, tasse, video    Pubblicato il 9 novembre 2011 in home, pubblica amministrazione  |  4 Commenti
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Parola dell’ultima puntata di Report: in Italia questa è la stima, senza contare le cifre da brivido di una ancor più sotterranea elusione fiscale. Ma come si può combattere quella che sta diventando anche una cultura della disonestà, un’estetica della furberia, una celebrazione dell’illegalità che passa anche dagli scontrini non battuti?

L’Agenzia delle Entrate, tra altre meritevoli azioni, ha pensato di stampare in 10.000 copie le avventure di Pag e Tax, in collaborazione con il Ministero della Pubblica Istruzione, correva l’anno 2009 (potete leggerle qui). I destinatari sono evidentemente piccoli lettori, anzi piccoli cittadini a cui spiegare cosa vuol dire avere senso civico, il funzionamento e la finalità delle tasse. Da quest’anno i due personaggi sono stati anche protagonisti di un cortometraggio di sensibilizzazione.

Più aggiornate sono le gesta di Finzy, la mascotte a fumetti della Guardia di Finanza: il grifoncino è anche nei formati “gioca e colora”, animazione e videogioco.

Al di là della virtuosità di queste iniziative, che vogliono approcciarsi ai bambini per spiegare contenuti e valori complessi, il dubbio che viene è sulla reale efficacia sui destinatari. La grafica non è curatissima e gli sviluppi narrativi delle storie destano qualche perplessità: costruire dei characters adatti, coinvolgenti e incisivi richiede una pianificazione comunicativa e una qualità alta, che si rivolge ai giovani lettori ma anche all’intermediazione di un adulto (sia esso un genitore o un insegnante).

Forse sarebbe stata più adatta al linguaggio dei bambini una metaforizzazione ulteriore dei personaggi e delle storie, per trasmettere valori civici trasversali e informazioni specifiche. Vi rimandiamo alla visione dei materiali: voi che cosa ne pensate?

httpv://www.youtube.com/watch?v=7_qjiTDd_38&feature=relmfu

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Biblioteche all’arrembaggio: Comicom intervista Walter Martinelli

Biblioteche all’arrembaggio: Comicom intervista Walter Martinelli
Scritto da  Comicom    Tags:  alfabetizzazione, Andrea Venturi, Arcani di Pietra, biblioteche decentrate, Cecilia Randall, comicom, Comune di Modena, corso, creatività, Cult Underground, Cult Virtual Press, Duomo di Modena, e-book, ebook, Editoriale Scienza, Faltavir, Federico Manicardi, Fondazione CRMO, Franco Spiritelli, fumetti, giochi di ruolo, gioco di carte, Hyperversum, Ibc, illustrazione, intervista, Istituto dei Beni Culturali, L'arena delle storie, La Nona Arte, laboratori, Le isole del tempo: avventure nel mondo verde preistorico, nuove tecnologie, Ombre Corte, Orto Botanico, paleobotanica, Patrizia Curti, Play 2012, Premio Holden, Rita Charbonnier, scrittura creativa, Scritture Metropolitane, Stefano Ascari, storyboard, tarocchi, Vampiriamo, Venturi, video, Walter Martinelli, workshop, Zona Holden    Pubblicato il 13 ottobre 2011 in didattica e formazione, home, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Bisogna dire che una delle cose più belle nello scrivere questo blog è che ci fa incontrare tante persone, e ogni volta è una soddisfazione. Abbiamo fatto quattro chiacchiere (a dire la verità più di quattro, ed è stato un bene) con Walter Martinelli, responsabile delle biblioteche decentrate del Comune di Modena. È un dato di fatto che le biblioteche in questione sono un terreno di una vivacità culturale e creativa incredibilmente sviluppata, che aggrega lettori, scrittori, curiosi, e con una sensibilità progettuale all’avanguardia. Chiedete a qualunque modenese che oltrepassa le porte delle biblioteche e ve lo confermerà.

Abbiamo parlato proprio di questa sensibilità, questa vulcanicità operativa, che si applica anche nell’ambito dell’illustrazione e del fumetto, scoprendo un universo di risorse e direzioni innovative.

Le Biblioteche di Modena sono da anni coinvolte in un percorso di laboratori di narrazione, corsi di illustrazione e fumetto: quali sono stati i principali spazi e le iniziative di maggior successo?

L’ambito di intervento su questi linguaggi è quello di Zona Holden, area della biblioteca Delfini dedicata ai ragazzi dai 15-16 anni in su con iniziative e con un patrimonio particolare, e prende il nome dalla Zona Holden virtuale che è nata in seguito al concorso Holden, cominciato nel ’96, quest’anno alla nona edizione con il titolo È fantastico Holden.
L’idea è di condividere esperienze e attività creativa soprattutto attraverso la scrittura, in collaborazione con Kult Virtual Press, magazine virtuale, e Kult Underground, prima rivista digitale sulla scrittura e lettura.
Holden non ha mai stampato niente, ha sempre pubblicato su internet, su cd e dvd. Le sezioni sono tre: poesia, prose, grafica (si sono aggiunte altre: musica, giochi di ruolo, ecc.). Le parole chiave sono comunicazione, creatività e nuove tecnologie.
Da lì sono nate molte iniziative
: quella più continuativa è stata Scritture Metropolitane, cominciando dai blog, dalle webzine, fanzine, scritture di nicchia (horror, fantasy, ecc) e rivolgendosi a giovani scrittori, giovani editori.
Uno dei linguaggi che i giovani apprezzano di più è quello dei fumetti, sia dal punto di vista della lettura che dal punto di vista della realizzazione. Abbiamo quindi incominciato, in Scritture Metropolitane, a parlare di fumetto. Abbiamo portato a Modena una mostra, “La Nona Arte”, sulla storia del fumetto, realizzata dall’Istituto dei Beni Culturali.
Collegandoci a questa esperienza abbiamo fatto le prime iniziative con autori e disegnatori: workshop aperti ai principianti, interviste, abbiamo pubblicato un e-book aggiornando il catalogo della mostra a cura di Franco Spiritelli.
Sempre sulla linea della sperimentazione creativa e di linguaggi diversi, abbiamo fatto un workshop con Cecilia Randall, autrice di Hyperversum; abbiamo ripreso il linguaggio dei fumetti con Stefano Ascari, con un corso di scrittura creativa applicata ai fumetti.
Cecilia sviluppava la parte della storia, lo spunto narrativo, il soggetto; Stefano invece si occupava della traduzione in sceneggiatura. Al termine di questo percorso, quattro disegnatori diversi hanno realizzato il fumetto. Anche in questo caso è disponibile gratuitamente, in creative commons, l’e-book di documentazione dell’esperienza, “Scrivere un fumetto“.
Sempre nello stesso ambito stiamo lavorando sulla scrittura creativa applicata al video, con l’iniziativa Ombre Corte, e anche qui abbiamo coinvolto Stefano: lo storyboard infatti (di cui abbiamo parlato qui, n.d.r.) ha molte cose in comune con un fumetto.
Basandosi su due racconti di autori modenesi, i ragazzi, guidati da Stefano, hanno realizzato la sceneggiatura, lo storyboard, le riprese e il montaggio dei cortometraggi. È seguito un workshop con Rita Charbonnier, sceneggiatrice per il cinema e la televisione.  L’e-book disponibile con i due corti online contiene i due storyboard realizzati da un disegnatore professionista: abbiamo unito vari linguaggi comunicativi, è stato molto interessante.
Anche quest’anno abbiamo un paio di iniziative sul fumetto – con Keiko Ichiguchi sul manga e con suo marito Andrea Venturi su Tex Willer. Sono mini-corsi, non una scuola, per chi si vuole confrontare con una passione e incontrare degli autori.
E poi c’è Vampiriamo (qui il nostro post, n.d.r.), mostra-concorso sull’illustrazione horror, che prende spunto dall’uscita del terzo libro di Vergnani. Anche qui seguirà e-book pensato per IPad e disponibile sull’Apple Store – sempre gratuitamente. Tutte queste iniziative mettono in contatto persone, appassionati, che si incontrano e che magari proseguono a progettare insieme anche dopo le esperienze in biblioteca. Per noi è una promozione della lettura attraverso la proposta creativa, con una forte collaborazione con Circoscrizioni, associazioni e l’Assessorato alle Politiche Giovanili.

Quali aspetti creativi ha stimolato il progetto del corso per scrivere avventure per giochi di ruolo? Che risultati ha dato?

Un’altra applicazione della scrittura creativa che abbiamo percorso è proprio questa, i giochi di ruolo: sia con Scritture Metropolitane, con l’utilizzo di programmi informatici, sia con l’utilizzo di tecniche teatrali. L’e-book “L’arena delle storie” documenta il corso, che ha integrato la parte di ideazione della storia e quella della creazione del sistema di gioco. Lo riproporremo anche quest’anno in Holden 9: il gioco vincitore sarà premiato e giocato a Play 2012. Faremo in aggiunta un corso di cinque incontri, “L’avventura”, molto approfondito sui temi dall’avventura fantastica, con la collaborazione dell’associazione TreEmme.

Le biblioteche sono anche spazio espositivo?

L’area della Biblioteca Delfini di Zona Holden è costantemente arredata con disegni di autori che sono venuti a trovarci; anche alla Crocetta spesso ci sono mostre, come sarà Vampiriamo.

Come ti è venuta l’idea e com’è cresciuto il progetto del volume illustrato di paleobotanica Le isole del tempo: avventure nel mondo verde preistorico?

Anche questo è un progetto di cui abbiamo cominciato a parlare con l’Orto Botanico anni fa: loro avevano il progetto di fare un volume sulla paleobotanica; le professoresse hanno curato il contenuto scientifico, Riccardo Merlo ha illustrato il volume. Abbiamo trovato un finanziamento della Fondazione CRMO a supporto di un tema così particolare e difficile, e abbiamo pubblicato con Editoriale Scienza – casa editrice che pubblica credo più del 90% delle pubblicazioni scientifiche per ragazzi in Italia – con cui collaboriamo dal ’92 per le iniziative di divulgazione scientifica.
Siamo alla seconda edizione, in pochi mesi è andato esaurito (è stato presentato l’anno scorso nel Mese della Scienza alla Fiera del Libro di Bologna, in occasione dell’Anno della Biodiversità).
Forse è l’unico testo di paleobotanica in italiano: la parte delle schede scientifiche è assolutamente rigorosa e aggiornata alle nuove scoperte della comunità scientifica. In parte è un libro per ragazzi, in realtà è un libro per tutti, usato anche dagli studenti di botanica. Merlo veniva seguito passo passo dalle esperte perché doveva essere assolutamente rigoroso e preciso.

Le immagini del Duomo di Modena gli hanno fatto meritare l’inserimento nel Patrimonio dell’Umanità Unesco: nell’antichità il popolo, che non conosceva il latino e spesso era analfabeta, leggeva le storie della Bibbia (e le storie popolari condivise) attraverso le meravigliose sculture e le immagini degli affreschi nei luoghi sacri. Ma con le illustrazioni ci si può anche giocare: ci parli dei tarocchi sul Duomo di Modena e del gioco di carte ad esso collegato? Come dialogano con le immagini antiche?

Questo progetto mette assieme tutto quello di cui abbiamo parlato: è partito da un e-book (la collana Scritture Metropolitane). Per avviare questa collana abbiamo proposto agli studenti della scuola d’arte Venturi di realizzare degli e-book: abbiamo fatto alcuni incontri con chi poteva spiegargli i limiti espressivi e hanno prodotto una trentina di e-book di tutti i tipi. Fumetti, storie per ragazzi, come si fanno i tortellini…
Con uno dei ragazzi abbiamo fatto un e-book su una porta del Duomo di Modena, con la supervisione scientifica della storica Patrizia Curti. Quindi il taglio si rivolgeva ai ragazzi, con rigore ma anche leggerezza, e con illustrazioni di Federico Manicardi. Poi abbiamo realizzato un secondo e un terzo volume, ognuno su una porta diversa. Alla fine abbiamo pensato di realizzare un gioco: abbiamo lanciato un concorso internazionale sul web per realizzare un gioco di carte illustrato sempre da Federico Manicardi. Ha vinto un ragazzo di Roma, Faltavir, che adesso lavora proprio in una ditta che si occupa di giochi. A Play abbiamo giocato e scelto anche con la consulenza di un editore esperto di giochi. Il premio è stato la realizzazione del gioco, 1099.

[Show as slideshow]
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arcani-diavolo
arcani-innamorato
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Da qui sono venuti i tarocchi illustrati ispirati al Duomo (I tarocchi della Cattedrale), con gli arcani maggiori, una mostra delle tavole con spiegazioni sui dettagli del Duomo e la loro spiegazione. Il catalogo della mostra è una guida del Duomo di Modena, storica e simbologica.

Qui tutti gli e-book!

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Inaugurazionen: il Bonvi Parken a Modena

Inaugurazionen: il Bonvi Parken a Modena
Scritto da  Comicom    Tags:  ambiente, Assessorato all'Ambiente, Assessorato alla Cultura, Bonvi, Bonvi Parken, Clod, comicom, Comitato Peter Pan, Comune di Modena, Cristina Stefani, Cronache del dopobomba, Francesco Guccini, fumetti, Guido De Maria, inaugurazione, Inaugurazionen, Massimo Bonfatti, Nick Carter, parco, Protezione Civile, Roberto Alperoli, Sofia Bonvicini, Stefano Bulgarelli, Storie dello spazio profondo, Sturmtruppen, video    Pubblicato il 27 giugno 2011 in home, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Ed è giunto il 26 giugno: Modena festeggia l’inaugurazione di un parco, nuovo nel nome ma tra i più antichi in città (fu Parco Amendola Nord, come descritto qui nel sito dell’Assessorato all’Ambiente del Comune). Tra gli alberi spuntano le sagome dei fumetti di Bonvi, dal celeberrimo Sturmtruppen a Nick Carter, con cartelli informativi che ne raccontano le storie. A salvaguardia del museo a cielo aperto sarà il Comitato Peter Pan, con la sua presenza costante nel parco.

Nel breve video parlano Sofia Bonvicini, figlia di Bonvi e architetto che ha progettato le nuove caratteristiche del parco; l’Assessore alla Cultura del Comune di Modena Roberto Alperoli; Guido De Maria (che presenta il Comitato Scientifico composto  lui stesso, Sofia, Clod, Claudio Varetto, Stefano Bulgarelli, Cristina Stefani, e Roberto Alperoli); gran finale con Francesco Guccini.

httpv://www.youtube.com/watch?v=UpSHo-1VFZY

Avevamo fatto un’intervista a Roberto Alperoli qualche settimana fa (la potete leggere qui).

Massimo Bonfatti, l’autore di punta che ha portato avanti negli anni le avventure di Cattivik (Nero Genio del Male nato dalla matita di Bonvi e poi ereditato da Silver) descrive sinteticamente l’evento di inaugurazione del Bonvi Parken come “una fantastica bolgia”.

“Per un ragazzino di provincia di 14 anni e appasisonato di fumetti – ricorda ancora Bonfatti – scoprire di avere come vicino di casa Bonvi, quello di Sturmtruppen, dopo averlo riconosciuto dalla foto sull’album delle figurine Panini di Nick Carter, è stato come scoprire di essere vicini casi di John Lennon. Perchè Bonvi è stata senz’altro la prima rock star del fumetto italiano. Anche il suo coraggio nell’affrontare il fumetto (e la vita in generale) testimoniato dalla frase ‘ho scoperto di non saper disegnare ma di poter disegnare‘ è stata una continua fonte di ispirazione per me, fosse o no una frase veramente pronunciata da Bonvi.”

“L’iniziativa ha superato ogni più rosea aspettativa in termini di pubblico anche grazie all’impegno della Comix Community di Reggio Emilia che ha organizzato e gestito i “Fumetti al trancio” iniziativa di disegno ‘pubblico’ alla quale hanno partecipato autori professionisti, molti soci e amici dilettanti ma potenzialmente futuri ‘fumettari’, alcuni molto promettenti.”

Un’iniziativa come quella del Fumetto al Trancio – continua Bonfatti – sulla quale pochi avrebbero scommesso, ha avuto il ruolo fondamentale di creare un ponte tra Bonvi e le nuove generazioni dei fumettisti (autori e appassionati), mantenendo viva e rinnovando una tradizione importante per il nostro territorio. Spero che ora il Bonvi Parken diventi un punto di riferimento, un luogo dove sviluppare iniziative legate al mondo del fumetto che, ancora una volta, dimostrato di saper parlare alla gente.”

Di seguito un po’ di foto del pomeriggio d’estate nel verde del neo-Bonvi Parken (oltre alla “Protezionen Civilen” per il “Rancen grauiten” c’era anche la Protezione Civile, quella vera…).

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Piazze, strade, vie dedicate al fumetto in Italia: una mappa affettiva

Piazze, strade, vie dedicate al fumetto in Italia: una mappa affettiva
Scritto da  Comicom    Tags:  Aldo Capitanio, Angelo Bioletto, Benito Jacovitti, Bonvi, Bonvi Parken, Buenos Aires, Carlo Boscarato, Dino Battaglia, Franco Bonvicini, Franco Caprioli, fumetti, fumetti in piazza, fumettisti, Gianluigi Bonelli, Gino D'Antonio, Guido Buzzelli, Guido Crepax, Hugo Pratt, Lina Buffolente, Mafalda, Magnus, mappa, Modena, Nadir Quinto, Piazza Guido Crepax, piazze dedicate a fumettisti, Plaza Mafalda, Raffaele Paparella, Roberto Raviola, roma, Sorelle Giussani, spazio pubblico, Stefano Tamburini, strade dedicate a fumettisti, toponomastica, viale Hugo Pratt    Pubblicato il 7 giugno 2011 in home, pubblica amministrazione  |  6 Commenti
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In Belgio c’è Avenue Hergé, il creatore di Tin Tin, a Buenos Aires Plaza Mafalda, in Francia e a Lisbona tre strade portano il nome di Corto Maltese. In Italia nel 2005 l’amministrazione romana di Walter Veltroni, noto appassionato della nona arte, ha dedicato un nucleo di vie e piazze agli autori che hanno fatto la storia italiana del fumetto.

Da giugno Modena onorerà la memoria di Bonvi con il Bonvi Parken, di cui abbiamo parlato qui, che segnerà l’inizio di un grande progetto sul linguaggio e la cultura dei fumetti.

Dare un nome a uno spazio pubblico, una strada, una piazza, un largo, un lungomare, è un atto simbolico di grande forza. È una proiezione nel mondo esterno e un riconoscimento ufficiale, che ancora in parte manca: alla capacità dei fumetti di parlare della e alla società, di colorare i luoghi, la memoria, di raccontare storie che parlano a tutti, ma proprio a tutti.

Ed ecco una mappa dell’Italia geotaggata, e un elenco dei luoghi pubblici dedicati. Ne mancano ancora molti…


Visualizza Strade e piazze dedicate ai fumetti in una mappa di dimensioni maggiori. Cliccate sull'elenco a sinistra per visualizzare la localizzazione.

Bonvi Parken (Modena); via Franco Bonvicini (Parma e Roma); via Andrea Pazienza (Napoli); Lungomare Andrea Pazienza (Foggia); via Attilio Micheluzzi (Napoli); largo Dino Battaglia (Roma); via Carlo Boscarato (Roma); via Lina Buffolente (Roma); largo Guido Buzzelli (Roma); viale Gian Luigi Bonelli (Roma); via Nadir Quinto (Roma e Parma); viale Hugo Pratt (Roma); via Raffaele Paparella (Roma); via Angelo Bioletto (Roma); via Andrea Lavezzolo (Roma); via Antonio Canale (Roma); via Aldo Capitanio (Roma); via Benito Jacovitti (Parma); via Walter Molino (Parma); Piazza Guido Crepax (Roma); viale Aurelio Galeppini (Roma); via Gino D’Antonio (Roma); via Rinaldo D’Ami (Roma); via Roberto Raviola (ovvero Magnus - Roma); via Rino Albertarelli (Roma); via Sandro Angiolini (Roma); largo Bruno Angoletta (Roma); via Franco Caprioli (Roma); via Franco Chiletto (Roma); largo Carlo Cossio (Roma); largo Sebastiano Craveri (Roma); largo Sorelle Giussani (Roma); via Guglielmo Letteri (Roma); via Giuseppe Perego (Sondrio); via Stefano Tamburini (Roma); Piazza Mario Uggeri (Roma); via Guido Zamperoni (Roma).

Le vostre segnalazioni:

Giardino Gianluigi Bonelli in Via Privata Fratelli Camillo e Giannino Antona Traversi (Milano) – Edit 09/06/2011, un grazie a Paolo Gallinari!
Piazza Federico Pedrocchi (Roma); Largo Guido Martina (Roma); via Mario Gentilini (Roma); Via Pier Lorenzo De Vita (Roma); via Romano Scarpa (Roma); Piazzetta Luciano Bottaro (Rapallo) – Edit 09/06/2011, grazie mille a Piero Patteri!

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Il Bonvi Parken a Modena – Comicom intervista Roberto Alperoli

Il Bonvi Parken a Modena – Comicom intervista Roberto Alperoli
Scritto da  Comicom    Tags:  29 settembre, Assessorato alla Cultura, beat, Bonfa, Bonvi, Bonvi Parken, Clod, comicom, Comix, Comune di Modena, Cristina Stefani, cultura, Equipe 84, Francesco Guccini, fumetti, Guido De Maria, Massimo Bonfatti, Modena, Museo Civico d'Arte, Nick Carter, Nomadi, riqualificazione, Roberto Alperoli, Silver, Simona Arletti, Sofia Bonvicini, spazio pubblico, Stefano Bulgarelli, Storie dello spazio profondo, Sturmtruppen, SuperGulp    Pubblicato il 24 maggio 2011 in home, pubblica amministrazione  |  2 Commenti
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“Parto da una domanda che non c’è. L’origine di tutto è cosa dev’essere una città”, così esordisce l’Assessore alla Cultura del Comune di Modena davanti alla sfilza di domande in cui gli chiediamo chiarimenti e spunti sull’iniziativa del nuovo Bonvi Parken. L’area verde cambia nome, abbandonando quello di Amendola Nord (e Amendola resterà, nella parte sud divisa dall’omonimo viale).

La scelta, in seguito al settantesimo compleanno del genio Bonvi, è coerente con la direzione intrapresa dall’assessorato. La Notte dei Musei ha appena riempito come non mai i luoghi della cultura modenese e non solo, così tanta gente per le strade non si era mai vista. Una direzione che vuole connettere la cultura cosiddetta alta e bassa, partendo dalle persone e da un approccio popolare, informale, che rivendica qualità e considerazione.

“Parlo della distorsione della comunicazione della parola cultura. Ad esempio, per la maggioranza dei ragazzi più giovani la parola cultura e la parola divertimento non stanno insieme: anzi sono due poli totalmente opposti. Questo è straordinariamente negativo. Se la cultura viene vista esclusivamente come fatica e come durezza, è evidente che la consegniamo ad un ristretto numero di individui, a una fascia assolutamente esigua. L’Italia è il Paese che investe meno in cultura in Europa, lo 0,21% del PIL, mentre gli altri paesi investono a partire da una somma dieci volte superiore.”

“Non credo che esista una cultura di serie A e una cultura di serie B, credo che ci siano cose fatte bene e cose fatte male, cose fatte con passione e precisione e cose fatte con sciatteria, superficialità e improvvisazione. Questa differenza è basilare. La cultura ha come obiettivo fondamentale quello di costruire la vita pubblica, di educare, di creare continuamente le occasioni di un dialogo, di un confronto tra le persone. Aumenta la conoscenza, la riflessione, la consapevolezza anche di se stessi, e aggiungerei anche il rispetto e la gentilezza.”

“Dobbiamo ampliare il nostro sguardo su ciò che intendiamo per cultura, provando a costruire su tutto quello che ha condizionato, che ha influenzato, che ha avuto un ruolo, un peso, un’importanza nella vita degli individui e nella vita collettiva. Dobbiamo valorizzarlo, metterlo in relazione, farlo interagire con la città. Dobbiamo far attraversare la città dalla cultura contemporanea. Altrimenti la città è qualcosa che non c’entra con la cultura contemporanea e quando va bene c’entra solo con la cultura di potere, di status, accademica o snobistica.”

“L’idea è di costruire una toponomastica degli affetti, una geografia dei sentimenti, che tenga presente delle figure o dei linguaggi che sono stati molto importanti e lo sono anche adesso. È decisivo costruire dei luoghi che rappresentino dei sentimenti identitari per l’intera città. Questa cosa l’ho sperimentata dal Parco John Lennon a Castelnuovo in poi, fino a Piazzetta 29 settembre: non c’era traccia fisica a Modena di un movimento che ha cambiato l’Italia negli ultimi quaranta quarantacinque anni e che ha visto Modena capitale del beat. L’importante è utilizzare la storia, e lì c’era la Storia.”

“Bonvi e il fumetto procedono sulla stessa identica linea. Modena tra gli anni 60′ e gli anni ’90 è stata una delle città più importanti per il fumetto, da Paul Campani, a Guido De Maria, Bonvi, Silver, Clod, Bonfatti, fino a Comix che è stata l’ultima rivista importante di fumetti che ci sia stata in Italia. Si tratta di recuperare una storia importante, che ha segnato l’identità di una città, e di proiettarla nel futuro. Non è un’operazione archivistica o mortuaria. È una storia viva, che dà grande attenzione anche ai ragazzi più giovani. Queste cose funzionano se tieni insieme le generazioni. È sempre molto forte per un giovane sentirsi immerso in una storia, in una corrente, è come se tu avessi una potenza superiore, hai qualcosa alle spalle che ti sospinge, che dà più senso.”

“Con Bonvi le ragioni sono queste. È opportuno lasciare un segno di questa storia e dare un senso alle persone più giovani che continuano a disegnare o ad occuparsi di disegno anche in modi diversi, legati anche alla dimensione grafica su altri supporti. Bonvi è nato a Modena, ci ha vissuto, a Modena se lo ricordano ancora in tanti, è stato considerato per più anni il migliore disegnatore europeo, e in Italia non c’è niente dedicato a lui… Bonvi è una di quelle figure che sono uscite dall’ambito dell’immaginario del fumetto, tutti l’hanno conosciuto e in particolare le Sturmtruppen hanno segnato l’immaginario di più generazioni. È stata indiscutibilmente una rockstar del fumetto, un personaggio geniale, beffardo, malinconico, con un’aura mitologica.”

“Se riusciremo faremo l’anno prossimo una grande mostra su Bonvi, ma per me sono molto più importanti le operazioni che segnano in permanenza il territorio. Insieme all’Assessore all’Ambiente Simona Arletti e al suo ufficio abbiamo cercato un luogo adatto, non marginale ma non il parco più grande della città. Per quel parco, che si chiamerà non Parco Bonvi ma Bonvi Parken, una genialata di Guido De Maria, sono coinvolti i fumettisti modenesi, come Clod e Bonfatti, con la collaborazione di Cristina Stefani del Museo Civico d’Arte, di Stefano Bulgarelli e della figlia di Bonvi, Sofia Bonvicini, giovane architetto che ha progettato la struttura del parco e le installazioni che lo decoreranno. Un progetto di una bellezza assoluta, molto oltre le aspettative. Al Bonvi Parken gli elementi sono declinati anche in base alla destinazione d’uso (il laghetto, l’arena, in cui si può prevedere di fare delle proiezioni, ecc).”

“Con l’agenzia Chiaroscuro, che detiene i diritti delle opere, abbiamo pensato ad un museo all’aperto del fumetto, anno dopo anno incrementando di immagini e di autori, occasioni di incontro, presentazioni. Diventerà un luogo vivo, con una forte impronta.”

“Abbiamo scelto la data di inaugurazione, il 26 giugno, in base alla disponibilità di Francesco Guccini. Tutti potevano mancare, tranne lui: era molto amico di Bonvi, hanno realizzato molti lavori insieme, come Storie dello spazio profondo. Guccini gli ha dedicato la canzone Lettera, in memoria. Quel giorno dovrebbe venire un po’ tutto il mondo del fumetto nazionale, dovrebbe venire anche Teo Teocoli, che ha partecipato nel film tratto dalle Sturmtruppen, Vincenzo Mollica, ci sarà una dichiarazione di Vasco Rossi, Valerio Massimo Manfredi, sarà una gran festa.”

“L’ambizione è quella di lasciare una traccia permanente nel territorio, di dare continuità e spazio al tema con mostre, e dare visibilità, valore e senso a corsi e ai laboratori di fumetto. Io vorrei che questo gruppo di persone lavorasse su questo tema nei prossimi anni, che ci sia qualcosa di riconoscibile che è partito dal Parken.”

“È un’operazione che guarda al futuro, che parla di un autore le cui opere hanno molto, moltissimo da dire, con una dimensione geniale ieri come oggi.”

Non a caso le Sturmtruppen sono una delle applicazioni di maggior successo per IPhone e IPad.

Dare nome ad un parco è un forte atto pubblico e simbolico, uno spazio condviso che acquisisce una nuova cornice di senso, e di bellezza. Il mondo del fumetto entra nella sfera pubblica per la porta principale, ed era ora. Per un anti-monumento come Bonvi, sarà una festa anticonformista che speriamo duri il più a lungo possibile. Come diceva Nick Carter, altro geniale personaggio nato dalla matita del grande fumettista, “tutto è bene quel che finisce bene”. Ci auguriamo che sia non una bella fine, ma un bell’inizio.

“E l’ultimo chiuda la porta”.

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Castelli in terra

Castelli in terra
Scritto da  Comicom    Tags:  balloons, fumetti, intersezione, pubblica amministrazione, servizi, Sportello Sociale, Unione Terre di Castelli, urp, Vignola, welfare    Pubblicato il 1 febbraio 2011 in comunicazione, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Comunicare il welfare per l’Unione Terre di Castelli

Lo Sportello Sociale del Distretto di Vignola (Unione Terre di Castelli) è il punto di contatto tra la pubblica amministrazione e il cittadino: rendere semplice ed accessibile in modo trasversale la rete dei servizi alla persona è lo scopo principale, secondo il principio di trasparenza del welfare.

Nella campagna di comunicazione creata da Intersezione, l’utente è la figura umana stilizzata che esce dalle pagine di una burocrazia complicata, districandosene grazie ai servizi di orientamento dello Sportello Sociale. L’elenco delle possibilità è raffigurato da una serie di balloons che accostano il servizio pubblico al vissuto di ognuno.

Le parole contenute sono come estratte da conversazioni comuni: capita a tutti di avere bisogno di informazioni su asili, assistenza, scuola, lavoro, e su cosa ha da offrire il luogo in cui si abita. I fumetti esprimono il dialogo costante tra il cittadino e il territorio, con chiarezza e solarità. Il contatto con la pubblica amministrazione è un’opportunità, un sentirsi vicini e partecipi, una condivisione di servizi capillari che sono un sinonimo di forza ed equilibrio sociale.

L’utente è caratterizzato come “essere umano” secondo una segnaletica comprensibile in tutto il mondo, senza specifiche etniche e sociali: il benessere diffuso e la coscienza di vivere in un ambiente di giustizia sociale equamente distribuita è la base della vita pubblica civile e democratica.

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Zero gradi di separazione

Zero gradi di separazione
Scritto da  Comicom    Tags:  Andrea Riccadonna, città, Comune di Modena, comunicazione, illustrazione, intersezione, mappa, Modena, riqualificazione urbana, social network, Zona Tempio    Pubblicato il 25 gennaio 2011 in comunicazione, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Comunicare i progetti di riqualificazione urbana

Social network: cos’è una rete sociale se non una comunità di persone che si basa su interessi comuni? Spesso si pensa ai computer collegati online e si dimenticano le persone davanti a quegli stessi computer. Il concetto di comunità è il focus principale delle azioni di riqualificazione urbana: un gruppo di persone coinvolte dalla motivazione di vivere bene insieme, nella vicinanza e nella conoscenza delle differenze come arricchimento sociale.

“C’è un Tempio per…” è la campagna di comunicazione che Intersezione ha realizzato per il Comune di Modena, Assessorato alle Politiche Economiche. La riqualificazione della Zona Tempio significa individuare il giusto percorso per rivitalizzare un’area non semplice: nelle cartoline e nelle locandine che hanno accompagnato un anno di eventi, gruppi di persone parlano, suonano, ballano, si incontrano sulle strade della mappa in Zona Tempio. In questo caso le figure umane veloci e stilizzate realizzate da Andrea Riccadonna assolvono nella loro molteplicità e immediatezza al compito di individuare non un preciso tipo sociale o un target definito ma l’idea di collettività come somma di individui caratterizzati. La relazione tra le figure umane e gli spazi non è dimensionale ma conversazionale. Nelle strade, nelle piazze, si compie l’unione di vita pubblica e privata, si rende possibile una progettazione partecipata, condivisa. Quando c’è la consapevolezza che la città sono le persone, le strade e non solo le case sono abitate e vissute. Le mappe perdono la loro astrazione, e i disegni la loro bidimensionalità.

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Una comunicazione in movimento

Una comunicazione in movimento
Scritto da  Comicom    Tags:  characters design, Christian Cornia, comunicazione, Domenico Neziti, ERS, fumetto, illustrazione, intersezione, Portale dello Sport, Regione Emilia Romagna, salute, sport    Pubblicato il 17 gennaio 2011 in comunicazione, pubblica amministrazione  |  Nessun commento
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Il Portale Regionale dello Sport rinnovato: l’importante non è vincere, ma partecipare.

Con una notevole opera di restyling e di innovazione per una comunicazione istituzionale, Intersezione ha aggiornato l’immagine del Portale dello Sport della Regione Emilia Romagna.

Due personaggi ideati da Christian Cornia indirizzano l’utente alle quattro sezioni principali in cui si suddivide il sito, caratterizzandolo immediatamente per freschezza, chiarezza e spontaneità. I characters hanno uno stile familiare, “socievole”, e guidano nella fruizione dei contenuti gli addetti ai lavori e chiunque voglia compiere un’attività sportiva dilettantistica sul territorio.

Che non ci si rivolga esclusivamente a chi pratica sport a livello agonistico è subito chiaro: sono umanizzati anche i palloni con cui interagiscono i personaggi, e questo rapporto si caratterizza con ironia, coerentemente al presupposto che lo sport è per tutti e di tutti, e che si ha sempre da imparare.

L’immediatezza dei contenuti è rinforzata dalla caratterizzazione dei personaggi-guida, che identifica fin dal primo sguardo l’identità delle quattro sezioni: “Impianti sportivi” è rappresentata da un ragazzo che lancia un pallone da basket; “Attività sportiva e salute” da una ragazza che corre; “Etica e valori nello sport” sono anticipati dal giovane che ci sorride con un pallone in mano, perché etica è anche un buon vivere e lo sport è prima di tutto un gioco; infine i “Percorsi turistico-sportivi” regionali sono introdotti dalla ragazza attrezzata per il trekking.

Anche il logo, realizzato sempre da Intersezione, è dinamico, empatico. Perché lo sport forse si può prendere un po’ meno sul serio rispetto ad altri settori della comunicazione istituzionale, e tale rinnovamento giova all’efficacia e alla trasversalità dei contenuti.

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