Visioni da Angoulême 2013

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angoulemeLa 40esima edizione del Festival della Band Dessinée di Angouleme è stata strana. Sotto tono per moltissimi versi, eccellente per altri. Più scarsa e centellinata la presenza di autori italiani rispetto agli anni scorsi: con le ultime due edizioni direi che è definitivamente tramontato il miraggio del Festival francese come approdo per talenti in cerca di lavoro. Rimane ovviamente un momento di incontro dove facilmente nuovi lavori e nuovi progetti nascono ma le file chilometriche di qualche anno fa (dove ti potevi trovare in fila insieme ad autori affermati come Pascual Ferry e altri) non ci sono decisamente più.

Forte la presenza delle scuole e dei giovanissimi, e questo meriterebbe un discorso a parte in altra sede. Gli italiani ci sono, sugli scaffali, con nomi importanti e progetti di qualità a conferma della disponibilità del mercato francese (ma anche dell’altissima professionalità richiesta per accedervi). Sul piano delle pubblicazioni meno uscite e molto prive di una direzione riconoscibile.

FAntomasSolo la collezione Metamorphose di Soleil ha portato avanti un discorso riconoscibile (anche se molto specifico) e con prodotti di altissima qualità, mentre gli altri editori (almeno a un primo sguardo) si muovono attorno a grandi nomi, ristampe e progetti sicuri (con l’eccezione di Dargaud che, forte di una tradizione importante e seria, si permette alcuni esperimenti interessanti, come “LA COLÈRE DE FANTÔMAS“). Cresce il catalogo di Ankama (l’unica vera novità sul piano editoriale degli ultimi tre anni) con progetti davvero interessanti (come il “DRAKKA” di Brémaud e De Felici) e con nomi importanti dello star system francese (Cassegrain e Vatine tra tutti): con qualche correzione di rotta, tra un paio d’anni la casa editrice di Dofus potrebbe senz’altro diventare un attore di primo piano nel panorama editoriale francese.

Quai d'OrsayI premi di quest’anno sono di difficile interpretazione: scontato il trionfo di “Quai d’Orsay“, fumetto politico di una lucidità sorprendente (impensabile in Italia) già pubblicato da Coconino (e consigliatissimo dalla redazione di Comicom!), meno scontate le altre scelte che hanno oscillato tra il classico, il ricercatissimo (il premio a Nobrow Press per “Automne” conferma che le cose più interessanti continuano a essere presentate al Padiglione New York dedicato agli editori minori e alternativi) e il commerciale.

Menzione di merito per la splendida mostra dedicata a un maestro del fumetto (oggi poco conosciuto in Italia). L’esposizione dedicata ad Andreas, per quanto non smisurata, è stata allestita con cura, attenzione e ha permesso di apprezzare attraverso un buon numero di originali molto ben selezionati la maestria di questo narratore innovativo e geniale al quale Le Lombard ha dedicato due corposi volumi (le due raccolte integrali del suo “Rork”) proprio quest’anno.

In estrema sintesi un anniversario opaco per il Festival che getta senz’altro alcune ombre sull’edizione dell’anno venturo.

Stefano Ascari

(continua, fotograficamente…)

 

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