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tag: fumetti

Scienza+fumetti=divulgazione

Scienza+fumetti=divulgazione
Scritto da  Comicom    Tags:  Agenzia Spaziale Italiana, Bohr, Cité des Sciences, creazionisti, divulgazione scientifica, Editoriale Scienza, evoluzionisti, Feynman, Fisica, fumetti, Galileo, Jim Ottaviani, Logicomix, Marie Curie, matematica, musei scientifici, Nasa, Niels Bohr, Oppenheimer, ricerca, Science Comics, scienza a fumetti, statistica, Yoghi e Bubu    Pubblicato il 21 febbraio 2012 in didattica e formazione, home  |  Nessun commento
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Non c’è bisogno di rivendicare la bontà dei fumetti come strumento divulgativo di temi scientifici, nevvero?

I “Science Comics” sono un sottogenere a cui non si è ancora dedicata l’attenzione che meriterebbe, per molteplicità di utilizzi e per potenzialità di diffusione. L’Università dell’Illinois qualche anno fa ha realizzato una ricerca sull’efficacia del medium, perché i vecchi stereotipi sono duri a morire.

Lo studio ha dimostrato che leggere i fumetti è un’attività sofisticata e di assorbimento del testo alla pari con la lettura di un testo “solo” e favorisce l’aumento del vocabolario personale. Naturalmente, ci sono fumetti fatti bene come non.

Molte persone si sentono minacciate dalle complessità scientifiche (anche questo è un pregiudizio ma potrebbe essere utile alla nostra causa). E cosa c’è di meglio dei fumetti per approcciarsi a matematica, statistica, fisica e tutte quelle materie che faticano a rimanere nella memoria e nella comprensione dei più? Let’s comics…

“G.T. Labs – Comics about scientist? What a dangerous experiment!“ coglie in pieno il provocante abbinamento tra scienza e nuvole, e anzi suggerisce per le sue pubblicazioni (che percorrono le vite e le mirabolanti imprese di Feynman, Oppenheimer, Bohr, Marie Curie, Galileo ecc.) una guida per gli insegnanti. È molto interessante constatare come la guida sia non solo sulla ricezione dei contenuti ma anche sui characters e sulla struttura dello storytelling, con una riflessione completa sul linguaggio di comunicazione e molta chiarezza sulle fonti.

La Nasa ha addirittura elaborato un character, Cindi, che spiega i misteri delle tecnologie e dello spazio agli studenti delle scuole elementari e  medie.

Lo stile si ispira ai manga giapponesi, per entrare ulteriormente in contatto con il target di riferimento. Anche perché, come afferma il team creativo di Cindi, i bambini sono degli “scienziati per istinto”, e bisogna cercare di curare questa curiosità anche nella pre-adolescenza.

Anche l’Agenzia Spaziale Italiana si è impegnata in questa direzione, sfruttando l’immaginario immaginifico collegato allo studio dell’universo (qui).

La bibliografia è lunga (potete dare un’occhiata a questo link, e perché no anche a questo), anche se in Italia le pubblicazioni sono molto limitate e spesso datate, per non parlare degli allestimenti e dei materiali didattici dei musei scientifici (se proprio vogliamo farci del male facendo dei confronti possiamo esplorare il sito della bellissima Cité des Sciences a Parigi). Abbiamo trovato un blog dedicato (scienzafumetti.it) ma è defunto da tempo.

Vediamo comunque alcuni titoli arrivati da noi.

Matematica? 

Logicomix (del matematico Apostolos Doxiadis, dell’informatico Christos Papadimitriou, del cartoonist Alecos Papadatos e della grafica francese Annie Di Donna): “Chiamato a esprimere un’opinione sull’intervento degli Stati Uniti nella Seconda guerra mondiale, Bertrand Russell decide di cominciare il discorso da lontano, raccontando la propria vita. Così le vicende personali di Russell, dalla rigida educazione puritana dell’infanzia ai tormentati amori della maturità, si intrecciano alla sua storia di scienziato e filosofo, che getta le fondamenta della logica matematica moderna. Un viaggio che comincia sul finire del XIX secolo, per continuare in anni di grandi speranze e terribili conflitti, in compagnia di pensatori del calibro di Frege, Wittgenstein e Gödel. Ma anche insieme agli autori di questo libro, che intervengono in prima persona nel flusso del racconto, per coinvolgere i lettori in una storia che è quella di un cruciale capitolo della scienza. Logicomix segna un nuovo traguardo per il graphic novel come forma d’arte e strumento di divulgazione. La logica, la matematica e la filosofia non sono mai apparse così affascinanti ed emozionanti.” (fonte: Ibs).

Oppure, c’è anche Ultima lezione a Gottinga (di Davide Osenda), presentato al Festival della Matematica a Roma qualche anno fa, di cui Piergiorgio Odifreddi dice: “Il fumetto, alternando il chiaroscuro infernale del nazismo alla luminosità paradisiaca della matematica, riesce a far intravedere con gli occhi del corpo ciò che si può vedere compiutamente solo con gli occhi della mente.”

Statistica?

La statistica a fumetti (di Eileen Magnello e Borin Van Loon): “Può trattarsi dei farmaci che assumiamo, delle scarpe che preferiamo o della birra che scegliamo di bere: la statistica descrive qual è la forma del mondo in cui viviamo. E di solito ci appare “schiacciante”, “agghiacciante” o, meno spesso, “incoraggiante”. Con l’aiuto delle illustrazioni di Borin Van Loon, Eileen Magnello racconta la storia e le utilizzazioni pratiche della statistica, invitando il lettore a un viaggio ricco di sorprese in un argomento affascinante e al tempo stesso di importanza fondamentale per comprendere il nostro mondo.” (fonte: Ibs). Nella stessa collana di cui è chiaro l’intento divulgativo: L’evoluzione a fumetti, La relatività a fumetti, La logica a fumetti e – giuriamo che è vero - I frattali a fumetti.

Potete anche gustarvi una chicca del 1975 come Yoghi e Bubu – La statistica (di Hanna-Barbera), messo gentilmente in rete dalla Società Italiana di Statistica.

Poi ci sono opere omnie come La scienza a fumetti dello scienziato Jean-Pierre Petit, la cui autorevolezza è stata però messa in discussione dalla sua affermazione di essere stato contattato dagli alieni del pianeta Ummo…

Incredibile ma vero, la lotta tra scienziati-evoluzionisti e cristiani anti-Darwin si consuma anche attraverso i fumetti. Anzi, è un campo sensibile per la diffusione di massa e l’utilizzo nelle scuole. Jim Ottaviani, autore di comics scientifici da lunga data (sua la graphic novel su Niels Bohr, Un pensiero abbagliante), ha trovato ulteriore motivazione nel suo lavoro dopo essersi scontrato con Jack T. Chick, fumettista cristiano anti-evoluzionista. I materiali di Chick sono un incredibile e inquietante successo editoriale, e sono stati utilizzati per alimentare il movimento creazionista negli Stati Uniti.

Raccontare la scienza e gli scienziati a fumetti vuol dire prima di tutto narrare esperimenti ed entusiasmi, ostacoli da superare e incredibili scoperte: grandi vite dunque, e grandi storie da raccontare e ricordare, con il plus empatico del fumetto e l’incisività della sintesi visiva.

Sulla divulgazione scientifica per ragazzi attraverso il fumetto e le illustrazioni non possiamo dimenticare Editoriale Scienza. E infatti torneremo a parlarne.

Alcuni link di approfondimento e di ricerca molto interessanti e caldamente consigliati:

Science comics as tools for science education and communication: a brief, exploratory study (International School for Advanced Studies).

Integrating physical science and the graphic arts with scientifically accurate comic strips: rationale, description, and implementation (Revista Electrónica de Enseñanza de las Ciencias)

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Comicom Best 15: i migliori video musicali in omaggio ai fumetti

Comicom Best 15: i migliori video musicali in omaggio ai fumetti
Scritto da  Comicom    Tags:  883, a-ha, Adriano Celentano, Air, animazione, Barbarella, Batman, Brigitte Bardot, Capitan America, Colonne sonore, Comic Strip, Comicom Best 15, Crash Test Dummies, film, fumetti, Gorillaz, Iron Man, Jascha Hoffman, Mina, musica, Paranoid Android, Peggy Lee, Popeye, Radiohead, rotoscoping, Serge Gainsbourg, Spiderman, storyboard, supereroi, Superman, Take On Me, Tom Petty And The Heartbreakers, video musicali, videoclip, vintage, Wilco, Winsor McCay    Pubblicato il 16 febbraio 2012 in comicom, home  |  Commento
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A-ha, rieccoci con i Best 15 di Comicom: i videoclip più belli secondo noi che omaggiano il mondo dei fumetti  (non dell’animazione in generale, campo sterminato di indagine). Dall’immaginario dei supereroi al sapore vintage dei comics, è incredibile constatare quanto sia un linguaggio pervasivo, che dà grandi possibilità creative.

… Precisando che i Black Sabbath, con Iron Man, non si riferivano al supereroe della Marvel, pur essendo stati inseriti nella colonna sonora dell’omonimo film del 2008.

1. a-ha, animazione di Michael Patterson & Candace Reckinger - Take On Me (1984-85)

Fuga nel mondo dei fumetti, un must. Il video vinse sei premi. La tecnica si chiama “rotoscoping” e ha destato l’entusiasmo di una generazione (come viene ampiamente descritto qui su Comic Book Resource).

2. Serge Gainsbourg featuring Brigitte Bardot – Comic Strip (1968)

Ne abbiamo già parlato qui e comunque non può mancare questa perla pop dedicata a Barbarella.

3. Colonne sonore di film tratti da fumetti

Flash dei Queen? Hold Me, Thrill Me, Kiss Me, Kill Me per Batman Forever degli U2? Madonna, Sooner Or Later per Dick Tracy? I Flaming Lips di Spiderman? La lista è infinita…

4. Radiohead, Magnus Carlsson - Paranoid Android (1997)

Dal talento disturbante dell’animatore e illustratore svedese, una storia assurda sulle note di Tom Yorke.

5. Un po’ tutti i video dei Gorillaz - Jamie Hewlett

… perché è una band che esiste solo nei disegni del fumettista statunitense e nelle collaborazioni, sempre diverse, che riesce a creare il leader dei Blur Damon Albarn. Essendo dei personaggi virtuali, all’MTV Europe Music Awards 2005 a Lisbona si sono esibiti in forma di ologrammi. Perfino il maestro Neil Gaiman li ha intervistati per Wired (qui), dove hanno riconosciuto l’influenza visiva dello Studio Ghibli (quello di Hayao Miyazaki per i profani).

6. Air – Sexy Boy (1997)

Balloon, vintage e scimmie in volo per la canzone del gruppo francese (il cui acronimo sta per ”Amour, Imagination, Rêve”).

7. Peggy Lee - We are Siamese (1955)

Ok, non è un fumetto, ma questo straordinario video documenta il making of di una delle più celebri musiche del dineyano Lilli e il Vagabondo. Ritmo e movimento si basano sulle magnifiche illustrazioni dello storyboard – e qui ci ricolleghiamo all’arte sequenziale. Insomma, ci siamo capiti.

8. 883 – Il grande incubo (1995)

Max Pezzali è meno fascinoso di Dylan Dog, ma qui fa più tenerezza.

9. Wilco – Dawned On Me (2012)

Un omaggio nostalgico e affettuoso alle animazioni di Popeye della vecchia scuola Fleischer Brothers ma anche ai fumetti originali di Frank Caruso e Ned Sontagg consultabili sul sito-omaggio Wilcospinach.com.

10. Adriano Celentano e Mina - Che t’aggia di’ (1998)

Paperina de noantri…

11. Crash Test Dummies – Superman’s Song (1991)

Un po’ luttuosa, ma con ironia…

12. Tom Petty And The Heartbreakers – Runnin’ Down A Dream (1989)

Come si vedrà, il riferimento alle strip di Little Nemo di Winsor McCay ritorna nella storia dei video musicali.

13. Rats Live On No Evil Star – Tree In The Green (2011)

Un nome che è un palindromo, un video forse non proprio rispettoso del copyright ma esperimento interessante.

14. Jimmy Buffet – Captain America (1971)

Ma non l’hanno messa nel nuovo film…

15. Jascha Hoffman, Benjamin Harrison – Original Art: Winsor McCay – Some Hungry Guy (2011)

Per il video di “Some Hungry Guy” del compositore Jascha Hoffman, il regista Benjamin Harrison ha ripescato le secolari strisce di “Little Nemo” di Winsor McCay e gli ha dato vita digitale. Ha anche trovato un modo per mettere la faccia di Hoffman al posto di quella di Little Nemo, con un effetto un po’ discutibile (ma ci è piaciuta l’operazione di rispolverare un fumetto di importanza mondiale di tanti tanti anni fa, cosa che tradisce sicuramente una passione…).

Per concludere in bellezza, andatevi ad ascoltare Stop Talking About Comics (Or I’ll Kill You) degli Ookla The Mok…

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Black Comic Book Day 2012

Black Comic Book Day 2012
Scritto da  Comicom    Tags:  Black Comic Book Day, fumetti, graphic novel, integrazione, razzizsmo    Pubblicato il 10 febbraio 2012 in home, sociale  |  Nessun commento
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Quanti persone di colore vedete quotidianamente? Questa percentuale è rispettata nella rappresentazione del mondo nei film? E nei fumetti?

Oggi è il Black Comic Book Day, anzi uno dei giorni dedicati, il gran finale. Perché la blacksploitation c’è anche nel fumetto. 

Come i film (ah, Shaft) i fumetti possono esplorare domande scottanti: come il colore influenza le emozioni, come le immagini stereotipate danno – o meno – delle conferme, come le prospettive possono influenzare la percezione, che ruolo svolge il realismo o la sua mancanza nel messaggio di un’opera.

Un importante vantaggio delle graphic novel è che presentano visioni alternative della cultura, della storia, delle la vita umana in generale, in modo accessibile, dando voce alle minoranze e ai diversi punti di vista. Il fumetto concorre nella creazione dell’immaginario collettivo dei lettori (e se vi sono delle lacune sistematiche bisogna porsi qualche domanda).

Per ripercorrere la storia della rappresentazione delle persone di colore nei fumetti vi rimandiamo a questo documentato link su Wikipedia.

 

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Visioni dal Festival di Angoulême 2012

Visioni dal Festival di Angoulême 2012
Scritto da  Comicom    Tags:  Alberto Pagliaro, Andrea Longhi, Angoulême, Ankama, Art Spiegelman, blog, Cyril Pedrosa, Daniele Gud Bonomo, Diego Cajelli, Festival de la BD di Angoulême, francia, fumetti, Grégory Jarry, L'Europe se dessine, Lelio Bonaccorso, Luigi Critone, Mafia Tabloïds, Marco Rizzo, Matteo Stefanelli, mercato francese, Nobrow Press, Otto T., Paolo Campana, Peppino Impastato, premio FNAC, Roberto Recchioni    Pubblicato il 2 febbraio 2012 in comicom, home  |  Nessun commento
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(photo courtesy of Roberto Recchioni)

L’edizione 2012 del Festival de la BD di Angoulême è stata forse una delle più sobrie degli ultimi anni.

Sarà per la scomparsa del padiglione in stile gangsta delle Edizioni Soleil (che dopo la recente acquisizione hanno portato al festival un padiglione minimale e molto elegante), sarà perchè l’organizzazione è stata impeccabile come sempre nel gestire i flussi dei visitatori (che non erano forse così copiosi come in passato), sarà perchè si respirava un’aria di pacata austerità (crisi è una parola grossa).

A fronte di un (si dice) dimezzato volume di ordini da parte dei distributori, gli editori presenti (assenti ormai più o meno cronici Dupuis e Humanoides Associées) hanno comunque mantenuto il livello quantitativo e qualitativo degli anni precedenti.

Dal punto di vista mediatico, grazie all’iniziativa dell’Ente per lo Sviluppo del Turismo Francese, cinque blogger italiani sono stati invitati a seguire l’evento in diretta (con contorno di soggiorno guidato nella splendida regione del Cognac). Potete quindi leggere racconti e resconti sui blog di Roberto Recchioni, Daniele Gud Bonomo, Paolo Campana, Matteo Stefanelli, Andrea Longhi.

Allietati dalla compagnia di amici e colleghi (tra i quali segnaliamo Diego Cajelli che sul suo blog Diegozilla – qui il link - sviluppa diverse riflessioni interessanti sul mercato francese del fumetto) abbiamo visistato mostre e sfogliato una quantità sterminata di volumi.

Moltissimi gli eventi ufficiali e non legati al festival, in particolare segnaliamo la mostra dedicata ad Art Spiegelman e l’esposizione dei lavori collettivi legati all’iniziativa “L’Europe se dessine“, dove diversi disegnatori di tutto il continente si sono cimentati in un racconto di viaggio collettivo e ricco di spunti.

Sul fronte delle uscite editoriali segnaliamo in particolare cinque volumi (ma l’elenco sarebbe sterminato): “Portugal” di Cyril Pedrosa (che si è aggiudicato il premio FNAC e che è stato diffuso via web – qui – prima di essere raccolto in uno splendido e corposo volume), “Je, François Villon” di Luigi Critone per Edizioni Delcourt (un volume delicato ed elegantissimo), “Petite histoire du grand Texas” di Grégory Jarry e Otto T. per Edizioni FLBLB (avevamo già recensito la “Piccola storia della colonie francesi” in passato, la copertina di questo volume la dice lunga sull’approccio corrosivo e ironico dei due autori), “Les Ames Sêches” per Casterman del maestro Alberto Pagliaro e l’edizione francese di “Hilda and The Midnight Giant” della coraggiosissima Nobrow Press.

[Show as slideshow]
ghost
hilda
mafia-tabloids-ankama
petitehistoiredugrandtexas_24062005

Non sono del tutto inediti ma meritano comunque una segnalazione i volumi tutti italiani editi da Ankama - (uno degli editori più poliedrici e giovani del panorama francese): “Ghost” – di Diego Cajelli e Andrea Mutti (presentato da Edizioni BD in anteprima per il mercato italiano alla scorsa Fiera di Lucca) e “Mafia Tabloïds” – di Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso (edizione francese del volume dedicato alla vicenda di Peppino Impastato edito in italia da Becco Giallo).

Il mercato francese dell’editoria a fumetti si conferma, anno dopo anno, attraverso crisi e momenti di grande difficoltà, un sistema ricchissimo di spazi ed estremamente attento ai propri lettori (e ai propri autori!).

Vedremo nel corso dell’anno quali volumi raggiungerano le italiche sponde editoriali.

[SA]

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Steve Jobs: siate affamati, siate folli (in comics)

Steve Jobs: siate affamati, siate folli (in comics)
Scritto da  Comicom    Tags:  Apple, biografia, Bluewater, Calvin & Hobbes, Forbes, fumetti, Kindle, Siate affamati siate folli, Steve Jobs, vignetta    Pubblicato il 27 gennaio 2012 in digitale e innovazione, home  |  Nessun commento
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La Bluewater colpisce ancora con la biografia a fumetti di Steve Jobs, distribuita anche in versione digitale per Kindle.

La vita del fondatore della Apple ha lasciato la sua traccia nel mondo dei fumetti, addirittura nelle avventure di Calvin & Hobbes, e in centinaia di vignette.

Alla sua scomparsa, è stato omaggiato da vari fumettisti, su Forbes e su Bleeding Cool. Era anche stato oggetto di critiche (come in questo divertente e intelligente articolo), e non solo dal punto di vista dei fumetti…

[Show as slideshow]
steve-calling
steve-jobs-cartoon
steve-jobs-moses
steve-sorry-flash-ipad-foxtrot-comic

La Bluewater ha già annunciato la prossima uscita della biografia a fumetti di Bill Gates. Il duello continua…

 

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No logo, si logo: l’ardua scelta DC Comics

No logo, si logo: l’ardua scelta DC Comics
Scritto da  Comicom    Tags:  app, applicazione, Batman, brand, DC Comics, DC Entertainment, evoluzione del logo, fumetti, Hulk, interattività, logo, nuovo logo, rebranding, Superman    Pubblicato il 24 gennaio 2012 in comunicazione d'impresa, home  |  Nessun commento
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Il video è già virale: il fan DC Comics vede il nuovo logo, appena uscito, e impazzisce alla Hulk.

Il restyling del logo è una questione delicata, soprattutto se all’immagine aziendale sono affezionati così tanti fan… Non a caso la DC aveva fatto uscire qualche tempo fa delle prove di test, scatenando polemiche accese (qui un divertente articolo di Comicus).

Ora, pare, il logo si chiama DC Flip e avrà diverse versioni, declinabili a seconda del fumetto pubblicato (ad esempio, alla Watchmen), con uscita a marzo.

Il lavoro è di Landor & Associates, grande brand agency di San Francisco.
Il nuovo logo va a sostituire quello realizzato nel 2005 da Josh Beatman (che aveva a sua volta rinnovato quello risalente al 1976 di Milton Glaser): nell’immagine, la storia di rebranding.

Di fatto è questa la motivazione principale: un rinnovamento di immagine che passa dal logo ma anche da nuove pubblicazioni e canali di sviluppo, fino a diventare da semplice casa editrice ad un vero e proprio riferimento di entertainment a tutto tondo (come la app sviluppata con Lego: qui un approfondimento; o la sua acquisizione da parte della Warner Bros.). Comunque l’idea del “disvelamento” della D che scopre una C declinata è piuttosto sfiziosa e apre a molte possibilità.

Ma cosa dicono i vip (passateci l’espressione) del fumetto? Twitter ha rivelato l’opinione di molti professionisti, che qui riportiamo (fonte: Bledingcool)

Matt Hawkins – “Wow, the new DC Comics logo is HORRIBLE…”

Paul Grist – “I’m impressed with the (possibly) new DC logo which manages to make illegible the letter D. And C. That’s not easy to do.”

Jeff Katz – “Feels like a logo for a small lit management company or something.”

Peter David – “Why is the new DC logo a Pokeball?”

Chris Weston – “Wifey says it looks like a pharmaceutical logo.”

Camron Stewart – “The DC logo conjures to mind All Star Superman being read aloud by Will Ferrell’s voice immodulation disorder guy”

Phil Hester – “Maybe I’m a self-loathing nerd, but I like logos that look like they might have started as magic marker on typing paper in a basement. Errr– I mean, IT’S GORGEOUS! #TryToStayEmployedHester”

Chris Sims – “The major problem with the new DC logo is the unconscionable lack of Go-Go Checks.”

Tom Spurgeon – “I might be interested if DC went with a photoshop merging of Paul Levitz’s and Bob Wayne’s heads, but otherwise, ZZZZZZZ”

E ora diamo la parola alla DC stessa…

“È una nuova era per DC Entertainment, e il nuovo look riflette un approccio dinamico e audace; al tempo stesso celebra il ricco patrimonio della società e il forte portfolio di personaggi”, ha affermato John Rood, Executive Vice President of Sales, Marketing e Business Development per la DC Entertainment .

Il design della nuova identità DC Entertainment utilizza un effetto “buccia” – la D è strategicamente posizionata sopra la C e svela la C nascosta – che simboleggia la dualità dei più celebri personaggi presenti all’interno del portfolio DC Entertainment.

“Nostro obiettivo è stato quello di catturare l’identità dinamica e provocatoria DC. La nostra soluzione è una espressione vivente che cambia e si adatta ai personaggi, alle trame”, spiega Nicolas Aparicio, Executive Creative Director presso la sede di Landor San Francisco. “La nuova identità è costruita per l’era digitale, e può essere facilmente animata e personalizzata per sfruttare appieno l’interattività offerta per tutte le piattaforme media“.

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Una risata li seppellirà? Comicom intervista Carlo Gubitosa

Una risata li seppellirà? Comicom intervista Carlo Gubitosa
Scritto da  Comicom    Tags:  Andrea Pazienza, attualità, Betti Greco, Carlo Gubitosa, Cartooning for peace, comicom, Commissione Europea, comunicazione, Francesco Cascioli, fumetti, giornalismo, Governo, graphic journalism, I Siciliani, inchiesta, Internazionale, Italia, Joe Sacco, Liberazione, Mamma!, Marco Pinna, Mario Monti, New Yorker, operaio Nicola, Pippo Fava, politica, precariato, premier, premio di satira, R-Esistenza precaria, Riccardo Orioles, satira, Sergio Angese, Silvio Berlusconi    Pubblicato il 12 gennaio 2012 in comicom, home  |  Nessun commento
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Sono finite le vacanze, abbiamo smontato l’albero di Natale e il livello di zuccheri si è fortunatamente abbassato. E Comicom torna con questa bella intervista.

Lo slogan di Mamma! è: “se ci leggi è giornalismo, se ci quereli è satira”.

Dal manifesto della rivista a fumetti citiamo:

“Il nostro sguardo ironico è profondamente immerso nel nostro tempo, nella realtà sociale e microsociale che viviamo quotidianamente, e pur non escludendo a priori forme di racconto intimista o messaggi che richiamano valori assoluti e universali nel tempo e nello spazio, sentiamo la necessità di trasformare in parole e tratti l’epoca in cui viviamo, per provare a raccontarla da una prospettiva diversa da quella a cui ci hanno abituati.”

Abbiamo fatto qualche domanda al direttore Carlo Gubitosa.

1. È cambiata la vostra “missione sociale” con il parziale mutamento del panorama politico italiano?

Assolutamente no, già dal secondo numero della rivista (parliamo di un anno e mezzo fa) ci siamo intenzionalmente “deberlusconizzati”, perché quel personaggio ci stava assorbendo troppe energie, perché ci siamo convinti che esistono poteri più devastanti e dannosi del suo (ad esempio quelli finanziari) e perché da sempre la nostra missione non è quella di bersagliare un determinato personaggio, ma le storture del potere in tutte le sue forme. Per questa ragione abbiamo da subito incalzato il governo Monti su www.mamma.am con dieci domande che in un secondo tempo anche il quotidiano “Liberazione” ha voluto pubblicare.

2. Satira o giornalismo?

Noi siamo una rivista di giornalismo che fa satira a fumetti, perché usiamo intenzionalmente ogni genere giornalistico e grafico e ogni possibile stratagemma editoriale per fare quello che dovrebbe fare la grande stampa: creare strumenti per capire la realtà. E di volta in volta, a seconda dei contenuti, decidiamo se lo strumento più adatto è un tradizionale articolo testuale, un articolo illustrato, un’infografica (noi le chiamiamo “grafinchieste” e le facciamo sul paginone centrale), un fumetto con molto testo, un fumetto con poche e brevi informazioni testuali o una illustrazione che dice tutto senza parole. Ci sentiamo su una linea di frontiera simile a quella che è stata attraversata negli anni ’50 quando le tecnologie hanno affermato il nuovo genere del fotoreportage, mentre fino a quel momento gli articoli erano delle semplici colonne fitte di testo. La nostra convinzione è che domani non si potrà fare a meno del fumetto nella pratica giornalistica esattamente come oggi non si può fare a meno della fotografia.

3. Avete dei modelli ispiratori?

Il nostro piano editoriale nasce dall’ibridazione di molti generi diversi tra loro, e quindi sono molteplici anche le nostre fonti di ispirazione. Per gli articoli ci ispira Riccardo Orioles, un “grande vecchio” del giornalismo d’inchiesta che ci scrive dei magnifici editoriali e ci ha coinvolto nella rinascita dello storico mensile “I Siciliani”, fondato dal giornalista Pippo Fava, che ora è tornato in rete su www.isiciliani.it con un inserto di “giornalismo a fumetti” curato proprio da noi di Mamma!. Per le illustrazioni ci ispira il New Yorker, per il giornalismo a fumetti ci ispirano Joe Sacco e precursori italiani come Sergio Angese e Francesco Cascioli, per le grafinchieste ci ispirano i temi più complesi del momento che cerchiamo di riassumere in poco spazio con l’aiuto della grafica, per le vignette satiriche ci danno ispirazione movimenti internazionali come i Cartooning for peace al quale partecipano molti dei nostri autori.

4. Quali sono le situazioni maggiormente complicate che avete incontrato sulla strada di Mamma!?

La burocrazia necessaria per registrare lo statuto della nostra associazione culturale, il percorso a ostacoli per registrare la testata giornalistica, l’odissea infinita per capire come diavolo funzionano gli abbonamenti postali. Con una laurea da ingegnere in tasca, le procedure postali per spedire in abbonamento mi hanno messo alla prova più degli esami di analisi matematica. Ne siamo usciti all’italiana, con l’aiuto della signora Milena delle poste che ci ha fatto da angelo custode aiutandoci ad uscire da un labirinto dove altri ci hanno rimesso le penne.

5. E le più belle soddisfazioni/rivincite?

Vedere l’elenco degli abbonati che cresce pian piano giorno dopo giorno, ricevere attestati di stima da chi ci legge, aver ricevuto il prestigioso premio di satira del Comune di Forte dei Marmi, aver dimostrato con uno zoccolo duro di abbonati paganti e nemmeno un centesimo investito nel marketing che la crisi non riguarda l’editoria, ma i grossi editori incapaci di innovare, aver avuto tra i nostri fondatori un grande autore di satira come Francesco Cascioli, purtroppo scomparso a pochi numeri dalla nascita della rivista, aver tenuto a battesimo il giovanissimo e bravissimo Marco Pinna con il suo libro d’esordio dedicato alla “R-Esistenza precaria” dell’operaio Nicola (www.mamma.am/nicola), ricevere apprezzamenti per quello che facciamo da grandi maestri come Vincino Gallo e Vincenzo Sparagna, poter pubblicare una tavola di Andrea Pazienza sbiadita e scolorita dal tempo che il vignettista Pietro Vanessi ha ritrovato per caso a Porta Portese, intervistare per l’occasione l’intelligentissima e gentilissima Marina Comandini, la moglie di Andrea, avere una delle nostre autrici (Betti Greco) che ha vinto un premio di satira della Commissione Europea all’ultimo festival di Internazionale a Ferrara, aver conosciuto come piccoli editori grandi firme della satira e del fumetto che abbiamo incontrato come piccoli lettori, ma soprattutto aver tessuto relazioni umane, artistiche e professionali ricchissime che ti ripagano di tutte le fatiche, le difficoltà economiche e i mancati introiti dei lavori che potremmo fare se non avessimo deciso di investire su questo folle progetto editoriale.

6. Cosa farà oggi Nicola per resistere precariamente?

Nicola sta studiando, e frequenta assiduamente le sedi del sindacato e i gruppi di studio sull’economia alternativa. Per ora ha capito che quella dei tecnici è solo una scusa, che il governo attuale è squisitamente politico e che le sue decisioni sono tutt’altro che super partes. Poi si applicherà per capire i meccanismi con cui lo stanno fregando.

7. Perché lo definite  “un piccolo manuale di socio-economia travestito da fumetto”?

Perché nella parte centrale, come nella migliore tradizione dei film di James Bond, il cattivissimo spiega tutti i suoi piani all’eroe dopo averlo catturato, e noi ci siamo avvalsi della consulenza di un economista per spiegare in poche tavole a fumetti i giochi di scatole cinesi con cui il grande capitale riesce a mettere i profitti nelle sue tasche pescando dalle tasche dei risparmiatori quando si vogliono coprire delle perdite. Per noi realizzare questo libro non è stato solo divertente, ma anche istruttivo.

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Un anno con Comicom

Un anno con Comicom
Scritto da  Comicom    Tags:  150 anni dell'Unità d'Italia, 2011, 2012, AfNews, Amruta Patil, Animals, Best 15, blog, Buone Feste, comicom, Comicom Best 15, Comics Blog, comunicazione, contenuti, didattica dell'arte, Flash Fumetto, fumetti, Galleria Estense, Gazzetta di Modena, Guido Scarabottolo, illustrazione, intersezione, intervista, La Corte Ospitale, La Domenica a Teatro, Laura Scarpa, Laura Solieri, Lo Spazio Bianco, Marco Feo, Marco Rizzo, Maso Notarianni, Modena, Rolling Stone, vacanze    Pubblicato il 20 dicembre 2011 in comunicazione, home  |  Nessun commento
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Ma come… è già passato un anno? Quasi.

Intanto: grazie! Grazie! E ancora, grazie! Siete stati dei lettori attivi, propositivi, e siete diventati sempre di più, giorno dopo giorno…

Questo blog cerca di capire come il fumetto e l’illustrazione giochino un ruolo cruciale nella comunicazione in senso lato (per le imprese, per la pubblica amministrazione, per il giornalismo, per la politica…).

Vi sveliamo un po’ di dietro le quinte. Ha rischiato di chiamarsi, invece di “Comicom”:

Agatha e Teo (da due personaggi illustrati che erano venuti a trovarci nel boschetto della nostra fantasia )

Sparkplug (ispirato al soprannome di Schulz)

I Nuvolanti

Topfer (dall’inventore della Nona Arte)

Poi è arrivato “Comicom”, connubio tra “comics” e “comunicazione”, musicale e simmetrico. E Comicom fu.

Abbiamo iniziato con un post in effetti un po’… pesantino (Mio padre sanguina storia), ma si avvicinava la Giornata della Memoria e gli spunti erano troppi e sempre attuali.

Il profilo Facebook è sempre scoppiettante (qui e qui), e quello Twitter è in lenta ma costante crescita di follower. Abbiamo aggiunto da poco anche un account di Google+ in vista del boom annunciato del social network.

A un anno di vita, siamo proprio contenti. Speriamo di continuare così! E anzi…

Grande successo hanno avuto le interviste, che ci hanno permesso di incontrare tanta gente interessante con delle belle soddisfazioni (Guido Scarabottolo, Marco Feo, Maso Notarianni, Marco Rizzo, Amruta Patil e tanti altri che vi invitiamo a ritrovare). Sono il nostro lato sociale: le più belle da fare sono quelle fatte dal vivo, che ci hanno fatto incontrare “live” delle persone piene di stimoli per il nostro lato sociale e creativo.

Ma in assoluto vi sono piaciuti più di tutti i gloriosi Best 15, che ci hanno valso anche un inserimento, con il post “Best 15: le migliori copertine di dischi firmate da fumettisti internazionali“, sulla home page di Rolling Stone Italia. Sono i più divertenti per chi scrive. Sobillano il nostro lato feticista.

Subito dopo seguono a ruota i post collegati ai 150 anni dell’Unità d’Italia, dato che siamo e siete delle persone serie.

Nella categoria “Comunicazione“ abbiamo inserito tutti i lavori che Intersezione ha realizzato utilizzando l’illustrazione o il fumetto: dal materiale di comunicazione per La Domenica a Teatro de La Corte Ospitale ai volumi di didattica dell’arte per la Galleria Estense.

Uno speciale ringraziamento va a tutti i blog, i siti, i giornali, le persone che si sono accorti di noi e che ci hanno aiutato a diffondere il verbo: Comics Blog, afNews, Flash Fumetto, Laura Solieri sulla Gazzetta di Modena, Laura Scarpa e Animals, Lo Spazio Bianco, e chi più ne ha più ne metta.

Ordunque, Buone Feste! Comicom torna dopo le vacanze, si spera con rinnovato vigore, nuove idee, verso strade inesplorate e incontri illuminanti… Per ora macineremo una lista di buoni propositi per il 2012!

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Anche le supereroine sono vulnerabili

Anche le supereroine sono vulnerabili
Scritto da  Comicom    Tags:  campagna di comunicazione, Catwoman, fumetti, Maisa Chaves, sanità, sociale, supereroi, Tempesta, tumore al seno, Wonder Woman    Pubblicato il 15 dicembre 2011 in home, sociale  |  Nessun commento
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“Nessuno è immune al tumore al seno. Quando si parla di cancro al seno, non ci sono donne o superdonne.”

Recita così la campagna di salute pubblica per la prevenzione del tumore al seno in Mozambico , creata dall’agenzia DDB per l’Associação da Luta Contra o Cancer. Ed ecco le super-testimonials dell’autopalpazione: Wonder Woman, Tempesta, She-Hulk, Catwoman.

Il concept è molto interessante, anche se viene da immaginarsi, davanti alle prosperose protagoniste disegnate, un team creativo tutto al maschile (e invece no, l’illustratrice è Maisa Chaves).

(Fonte: BoingBoing)

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Angry Birds Meme Attack!

Angry Birds Meme Attack!
Scritto da  Comicom    Tags:  Angry Birds, Christmas Comic, Chrome, David Cameron, fumetti, gameplay, illustrazione, iOS Apple, ipad, IPhone, meme, Natale, Rovio Mobile, smart phone, videogioco, Youtube    Pubblicato il 14 dicembre 2011 in digitale e innovazione, home  |  Nessun commento
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Angry Birds è diventato da poco anche un fumetto. Il gioco di punta del browser Chrome si è sparpagliato crossmedialmente, da fenomeno a vero e proprio case study.

Il gioco, diffusissimo sugli smart phone, iPhone e iPad, ha spopolato su internet per il suo gameplay insolito e comico. Ha dato origine a parodie, fan art (come questo inquietante motion comic), e altri derivati. È stato definito “il più grande successo di applicazione mobile che il mondo abbia visto finora” da parte del MIT Entrepreneurship Review.

Il videogioco è stato sviluppato in Finlandia dalla Rovio Mobile. Prima è stato rilasciato per iOS di Apple nel dicembre 2009, per poi passare, scaricabile gratuitamente, al Chrome Web Store. Gli uccelli rabbiosi che vengono lanciati sui malefici maiali verdi che gli mangiano le uova sono diventati un’ossessione per gli appassionati, che non sono pochi (fino al 2 novembre 2011 i download sono stati 500 milioni).

Arriverà il film ed è stato pubblicato un libro di ricette illustrato. In Cina, in occasione dello Stress Reducing Festival di settembre, un parco dei divertimenti ha creato un’attrazione dove è possibile fiondare dei peluche a forma di Angry Birds.

E a Barcellona non scherzano…

Anche il primo ministro inglese David Cameron si è dichiarato un fan, e il canale Youtube scoppia di visualizzazioni. Sono miliardi i suini sterminati dai corrucciati pennuti, e decine di milioni di dollari l’indotto nelle tasche della Rovio, senza contare gli introiti dei gadget.

Per Natale è stato prodotto un Christmas Comic, sempre sullo stile un po’ ansiogeno caratteristico del mondo Angry Birds: potete leggerlo qui sul blog ufficiale.

È una conferma dell’importanza del fumetto come completamento di popolarità per un prodotto unico nel suo genere.

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