Il video è già virale: il fan DC Comics vede il nuovo logo, appena uscito, e impazzisce alla Hulk.
Il restyling del logo è una questione delicata, soprattutto se all’immagine aziendale sono affezionati così tanti fan… Non a caso la DC aveva fatto uscire qualche tempo fa delle prove di test, scatenando polemiche accese (qui un divertente articolo di Comicus).
Ora, pare, il logo si chiama DC Flip e avrà diverse versioni, declinabili a seconda del fumetto pubblicato (ad esempio, alla Watchmen), con uscita a marzo.
Il lavoro è di Landor & Associates, grande brand agency di San Francisco.
Il nuovo logo va a sostituire quello realizzato nel 2005 da Josh Beatman (che aveva a sua volta rinnovato quello risalente al 1976 di Milton Glaser): nell’immagine, la storia di rebranding.
Di fatto è questa la motivazione principale: un rinnovamento di immagine che passa dal logo ma anche da nuove pubblicazioni e canali di sviluppo, fino a diventare da semplice casa editrice ad un vero e proprio riferimento di entertainment a tutto tondo (come la app sviluppata con Lego: qui un approfondimento; o la sua acquisizione da parte della Warner Bros.). Comunque l’idea del “disvelamento” della D che scopre una C declinata è piuttosto sfiziosa e apre a molte possibilità.
Ma cosa dicono i vip (passateci l’espressione) del fumetto? Twitter ha rivelato l’opinione di molti professionisti, che qui riportiamo (fonte: Bledingcool)
Matt Hawkins – “Wow, the new DC Comics logo is HORRIBLE…”
Paul Grist – “I’m impressed with the (possibly) new DC logo which manages to make illegible the letter D. And C. That’s not easy to do.”
Jeff Katz – “Feels like a logo for a small lit management company or something.”
Peter David – “Why is the new DC logo a Pokeball?”
Chris Weston – “Wifey says it looks like a pharmaceutical logo.”
Camron Stewart – “The DC logo conjures to mind All Star Superman being read aloud by Will Ferrell’s voice immodulation disorder guy”
Phil Hester – “Maybe I’m a self-loathing nerd, but I like logos that look like they might have started as magic marker on typing paper in a basement. Errr– I mean, IT’S GORGEOUS! #TryToStayEmployedHester”
Chris Sims – “The major problem with the new DC logo is the unconscionable lack of Go-Go Checks.”
Tom Spurgeon – “I might be interested if DC went with a photoshop merging of Paul Levitz’s and Bob Wayne’s heads, but otherwise, ZZZZZZZ”
E ora diamo la parola alla DC stessa…
“È una nuova era per DC Entertainment, e il nuovo look riflette un approccio dinamico e audace; al tempo stesso celebra il ricco patrimonio della società e il forte portfolio di personaggi”, ha affermato John Rood, Executive Vice President of Sales, Marketing e Business Development per la DC Entertainment .
Il design della nuova identità DC Entertainment utilizza un effetto “buccia” – la D è strategicamente posizionata sopra la C e svela la C nascosta – che simboleggia la dualità dei più celebri personaggi presenti all’interno del portfolio DC Entertainment.
“Nostro obiettivo è stato quello di catturare l’identità dinamica e provocatoria DC. La nostra soluzione è una espressione vivente che cambia e si adatta ai personaggi, alle trame”, spiega Nicolas Aparicio, Executive Creative Director presso la sede di Landor San Francisco. “La nuova identità è costruita per l’era digitale, e può essere facilmente animata e personalizzata per sfruttare appieno l’interattività offerta per tutte le piattaforme media“.
Affrettatevi perché è l’ultimo weekend per visitare la mostra “Denaro e Bellezza. I banchieri, Botticelli e il rogo delle vanità” a Firenze, Palazzo Strozzi.
Il sottotitolo recita “Vieni a vedere come il talento si trasforma in oro!”. Ed è anche l’ultima occasione per utilizzare sul posto l’applicazione a fumetti collegata al percorso espositivo, ovvero “Aleametron - Il mistero del cambio” per iPad.
“Da lì è partito Giuseppe Palumbo per immaginare un avvincente intreccio narrativo che vede affrontarsi, tra nebbie del tempo, diversi personaggi, alla ricerca del magico strumento che consente di anticipare il destino degli investimenti, governando gli eventi e la casualità.
Banchieri, mercanti, donne di potere, avventurieri erranti e assassini si contenderanno il prezioso oggetto, fino alle pagine finali della narrazione, dove tutte le tessere del mosaico saranno ricollocate al loro posto e il disegno risolutore apparirà nella sua chiarezza.” (fonte iTunes).
L’apertura a questi nuovi strumenti è merito di James Bradburne, Direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi di Firenze, che ”è forse l’unico dirigente di una istituzione italiana di tipo espositivo a realizzare nuove strategie di comunicazione per i suoi percorsi espositivi: fumetti e giochi on-line, percorsi interattivi, percorsi per i più piccoli fino alla recente riscoperta del giapponese kamishibai, antica forma di racconto per immagini, vicina ai nostri cantastorie. Già nel 2008, in occasione di una mostra a Palazzo Strozzi era nato il fumetto di Giuseppe Palumbo, edito da Comma22, “EternArtemisia”, così in occasione di Denaro e Bellezza, è nato il gioco “Segui i tuoi fiorini”, il kamishibai “Il salto del fiorino” e “Aleametron – Il mistero del cambio”, primo fumetto per iPad pensato e prodotto da e per Palazzo Strozzi [...]. In 40 pagine sfogliabili secondo le modalità di lettura tipiche del motion comic, evoluzione elettronica del fumetto, “Aleametron” cala i suoi lettori nell’atmosfera densa di intrigo e mistero, di denaro e bellezza, tipica del Rinascimento italiano. In più, nella logica del fumetto transmediale, personaggi di EternArtemisia troveranno spazio all’interno di “Aleametron”, nell’intento di porre le basi di un franchising narrativo e immaginativo marcato Strozzi (alla stregua di operazioni in più grande stile come Matrix o Pirati dei Caraibi).
Conclude James Bradburne Direttore Generale della Fondazione Palazzo Strozzi «A Palazzo Strozzi il visitatore non è passivo! È attivo e anche interattivo! L’interazione è il cuore dell’approccio Palazzo Strozzi. [...] Con il gioco interattivo “Segui i tuoi fiorini” tutti i visitatori della mostra Denaro e Bellezza, accanto al percorso storico, potranno sperimentare i rischi e i guadagni dei banchieri del Rinascimento. [...] Un modo per affermare e diffondere la ricchezza dell’interattività, intesa allo stesso tempo come arte (sia pure di natura digitale), cultura, tecnologia e comunicazione».” (fonte: Lucca Comics and Games)
Il peggior gioco di sempre: questo il commento di Neogaf a Gioventù Ribelle, videogioco sparatutto adottato dal Ministero della Gioventù per celebrare i 150 anni dell’unità d’Italia, fatto uscire come demo e subito ritirato date le reazioni e le critiche negative giunte in massa.
Sul sito ufficiale si legge: ”Il videogioco Gioventù Ribelle nasce con il duplice intento di celebrare l’eroismo e l’amor di Patria di giovani coraggiosi, il cui sangue è stato versato per unificare il nostro Paese, e di parlare ai giovani d’oggi con il loro linguaggio, che in parte è anche quello dei videogiochi.” Ma si conclude con: ”La demo alfa non è più scaricabile, pubblicheremo il prodotto una volta ultimato.”
Il game ha suscitato mille polemiche, data la dubbia qualità del risultato di questo “Risorgimento digitale” in cui si può sparare al Papa (qui potete leggere una disamina approfondita su Wired e qui altre osservazioni di Francesco Merlo su La Repubblica). Se l’intento era pedagogico, il prodotto non è stato all’altezza delle aspettative: gioca su valori discutibili oltre ad avere una grafica pessima, a detta degli esperti.
Un caso che non ha la presunzione della complessità, e ha nell’immediatezza un valore base, è quello di “Gioco con la Storia”, ideato dal Comitato 150 Modena. Si gioca associando, singolarmente o in competizione, didascalie di contenuto storico a immagini, secondo una logica partecipativa e di approfondimenti culturali suggeriti all’interno della struttura. In questo modo si ripercorre un secolo e mezzo di storia italiana in modo rinnovato e interattivo.
Ci racconta il professore Giuliano Muzzioli, coordinatore del Comitato: ” L’obiettivo è eminentemente didattico. L’origine del gioco è una chiacchierata con un gruppo di insegnanti delle scuole dell’obbligo e superiori, per un’iniziativa indirizzata ai giovani. Da qui sono emerse alcune idee, tra cui un videogioco realizzato non da professionisti ma da giovani dell’Istituto Superiore d’Arte Venturi, con illustrazioni che rispecchino il loro stile personale. Ci siamo affidati al volontariato culturale di colleghi dell’Università di Modena e Reggio Emilia per quanto concerne il resto: i soggetti, i titoli dei libri e dei film di cui si consiglia la visione, i cinquanta argomenti selezionati. Il finanziamento proviene dall’Assessorato alla Cultura della Regione Emilia Romagna. La musica originale è un regalo di un giovanissimo musicista del Conservatorio di Mantova, Luca Pettinato; i disegni sono dei diciannovenni Emanuele Manzo e Laura Manicardi. È stato un progetto arricchente per tutti, specialmente per questi illustratori che si sono cimentati in qualcosa di nuovo, in una ricerca iconografica e storiografica e in una successiva rielaborazione personale e stilistica.”

Didattica e divertimento anche per l’applicazione gratuita di La Stampa, in collaborazione con il Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, quella ufficiale 150! Italiamobile scaricabile dal 21 aprile o il famoso gioco di carte per IPhone Bang! in versione risorgimentale (qui), Edizione Speciale Celebrativa.
Se anche la Rai ci si mette con l’online (Il Gioco dei Mille e I Protagonisti del Risorgimento), più analogico e classico è l’approccio del gioco da tavolo più giocato della storia: Monopoly Italia, che quest’anno è uscito in edizione speciale datata 1861 dopo un referendum sulla scelta della composizione del tabellone, recante città italiane al posto di vie e corsi e con domande sull’Italia, la sua storia, la sua identità.

Siamo curiosi dunque di vedere cosa uscirà dal concorso per il Premio Primo Fuoco 2011 promosso dal Comune di Cavriago, Arci di Reggio Emilia, Anafi e CGIL provinciale di Reggio Emilia, con il Patrocinio della Provincia di Reggio Emilia, in scadenza il 30 giugno (bando scaricabile qui):
“Cosa vuol dire essere italiani? E, soprattutto, cosa significa sentirsi italiani? Si tratta di domande che raramente ci poniamo, e che probabilmente hanno risposte differenti a seconda di chi se le pone e del contesto in cui vengono inserite. Il Premio intende stimolare i partecipanti ad elaborare una loro rappresentazione a fumetti dei motivi per cui possono dire di sentirsi italiani, affrontando il tema proposto in modo innovativo e creativo e coniugandolo con il dibattito generale sul significato e sul valore del 150° anniversario dell’Unità d’Italia.“

