Un’immagine vale più di mille parole…

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Tra le prossime immediate riforme che il Governo ha messo in scaletta, ne spicca una; non ci occuperemo qui di disegni di legge sulle intercettazioni, né di satira, ma di intercettazioni disegnate, quelle di Annozero.

Il programma condotto da Santoro mette in scena le telefonate intercettate attraverso delle illustrazioni, secondo un tipico montaggio campo-controcampo; se in una prima fase le frasi pronunciate erano sovraimpresse all’immagine, per gli ultimi aggiornamenti di attualità politica queste si sono trasformate in veri e propri baloon, tanto da dare il titolo alla serie di video “Ruby a fumetti”.

httpv://www.youtube.com/watch?v=9YGNxemSKD0

Il fumetto dà maggiore forza e direzione, facendo emergere si può dire ancor più “in prima persona” il personaggio rappresentato da cui provengono le parole pronunciate.

Lo stile delle illustrazioni ricorda molto quello abbastanza neutro degli sketches presi nei tribunali, disegni improvvisati da artisti chiamati alla rappresentazione di situazioni dove sono interdette le telecamere.

A questo proposito, la CNN ha realizzato un’interessante intervista a Bill Hennesy – che ha disegnato molti momenti clou, come la deposizione di Monica Lewinsky – rivelando il dietro le quinte di questo mestiere molto particolare: è possibile vederla qui.

In comune con questo tipo di disegno infatti i “fumetti” di Annozero hanno la rappresentazione dell’irrappresentabile aderente ad una realtà documentata, legata all’attualità e all’ambito giudiziario, proprio attraverso i disegni (abbiamo l’audio, ma non il video).

Attraverso il tratto passa inevitabilmente lo stile dell’illustratore, la sua interpretazione e proiezione in immagini collegate alle parole. Non si può dire però che la fotografia (quando è esistente, e non è questo il caso) sia sempre un mezzo maggiormente affidabile nel documentare la realtà: innumerevoli sono i casi di manipolazione. Celebre fu il caso della copertina di Time su O.J. Simpson, che scurì in modo eclatante un suo primo piano in occasione del processo per sottolineare una negatività basata sul concetto di “uomo nero”.

 

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